Lampadari - Guida alla scelta

In questa pagina andremo ad analizzare quello che è il ciclo di produzione dei lampadari e dei loro componenti. Conoscere a fondo le caratteristiche del lampadario che andrete a acquistare, non può che aiutarvi a fare la scelta giusta.

Per la struttura metallica dei lampadari si usano materiali come il ferro, l’ottone e il bronzo. Questi inizialmente sono in barre, tubi o lastre e sono poi sagomati per costruire i vari bracci o decorazioni del lampadario. I principali processi di lavorazione del metallo sono stampaggio a freddo, tornitura a lastra e fusione. La prima si ottiene con lo stampaggio a freddo (detta imbutitura) di lastre di ferro o ottone con un processo di deformazione graduale tramite speciali presse oleodinamiche. La tornitura a lastra si usa spesso quando il pezzo da realizzare è troppo concavo per essere stampato. Questa è fatta con un tornio mettendo in rotazione un disco di lamiera che mediante un utensile chiamato bornitore viene sagomato fino ad assumere la forma desiderata. Infine c’è la fusione che consiste nel portare il metallo (solitamente ottone o bronzo) alla temperatura di fusione e iniettarlo o colarlo in uno stampo. Con questi metodi si producono tutti gli elementi metallici necessari alla costruzione di lampadari quali copricentri, copritubo, basi per lampade e appliques, portavetro, bicchierini, piattelli, colonne, sfere e rosoni, bobeshes e bracci.

Un altro processo detto “pressofusione” è usata soprattutto per produrre lampioni e lampade da esterno in alluminio. Questo perché essendo questi ultimi esposti agli agenti atmosferici, l’alluminio offre una resistenza insuperabile. Inoltre l’alluminio ha anche un prezzo contenuto.

Le finiture del metallo dei lampadari sono solitamente o a vernice o galvaniche (placcature).La vernice viene usata maggiormente per lampadari in ferro. In questo caso il colore base viene fatto con verniciatura a polvere per garantire una maggior resistenza nel tempo. Un processo a regola d’arte a questo punto prevede un’asciugatura a forno. Su questa viene applicata una decorazione a pennello e successivamente rinfornato per la seconda volta. Il processo galvanico o di placcatura avviene attraverso un fenomeno elettrolitico immergendo il prodotto in vasche apposite ricoprendolo di una sottile lamina di diversi materiali a secondo delle esigenze. Per i lampadari di ferro sono spesso usate due placcature. La prima in argento, zinco o rame che funge da antiruggine e la seconda in oro (a volte zecchino 24 ct) o argento. A questo punto la finitura può essere lasciata lucida o spazzolato con una mola dando un effetto oro o cromo satinato. La finitura in oro o oro satinato è adatta a lampadari classici, quella in cormo o cromo satinato a lampadari moderni. Il processo seguente è quello dell’applicazione sulla placcatura di una vernice trasparente che la rende immutabile nel tempo.

Parte fondamentale del lampadario è il diffusore cioè quella parte che va a coprire il portalampade con la lampadina. I diffusori possono essere di vetro, plastica o paralumi in stoffa.

I diffusori in vetro sono senza dubbio i più usati nella produzione di lampadari. Il vetro di un lampadario può essere prodotto a stampo, soffiato, centrifugato o a mano. Il vetro centrifugato viene prodotto mettendo l’impasto di vetro ancora in fusione in uno stampo rotante. La forza centrifuga appunto permette all’impasto di essere distribuito uniformemente sulle pareti dello stampo. Il vetro soffiato artigianale viene prodotto attraverso l’immissione con la bocca di aria attraverso un tubo con all’estremità un impasto di vetro che viene gonfiato. L'impasto può essere gonfiato all’interno di una rete o di uno stampo assumendo la forma desiderata, o lavorato a mano dando una forma con degli utensili appositi. Questa lavorazione è tipica per la produzione di lampadari di Murano artigianali. La produzione a stampo si ottiene iniettando il vetro a temperatura di fusione in uno stampo. Questa procedura industriale permette un’elevata produzione a costi molto contenuti.Questo però a discapito della qualità è bellezza del prodotto. Il vetro prodotto viene decorato con diverse tecniche. Una molto usata è quella della sabbiatura che da un effetto satinato al vetro. Lo stesso effetto si può ottenere con un processo di acidatura. Con la molatura il vetro viene decorato con l’incisione di disegni o figure geometriche. La colorazione di un vetro può avvenire in due modi. In fase di fusione aggiungendo dei pigmenti all’impasto e a freddo usando vernici.

I lampadari possono essere anche interamente prodotti in vetro come nel caso dei lampadari di Murano o dei classici lampadari di cristallo Maria Teresa.Nel caso dei lampadari di Murano le componenti in vetro vengono interamente soffiati e lavorati a mano. I componenti del Maria Teresa invece vengono fatti prevalentemente a stampo e poi molati. Questi lampadari sono poi decorati con dei pendenti in cristallo.

Nel caso dei lampadari classici oltre al vetro, vengono spesso usati come diffusori i classici paralumi in tessuto. I paralumi sono a oggi quasi tutti prodotti artigianalmente e possono avere svariate forme: tronco cono, cinese, cilindrico, rettangolare, quadrato, piramidale. I paralumi hanno tradizionalmente due tipi di attacchi, adatti ai portalampade e27 ed e14. Il paralume è composto fondamentalmente da due parti, la struttura in metallo e il rivestimento fatto da un foglio accoppiato tessuto/cartone o tessuto/plastica. Il foglio viene fatto ritagliando una sagoma che viene a sua volta, in un secondo procedimento accoppiata alla struttura metallica tramite una macchina apposita. Il taglio può essere fatto sia a mano che con speciali macchine a controllo numerico. A questo punto vengono incollate le bordature che vanno a rifinire il bordo di contatto tra la struttura e la parte in tessuto. Un altro procedimento è di rivestire la struttura con solo tessuto (non accoppiato). Questa tecnica si usa per dare al rivestimento un effetto plissettato.

Per alcuni lampadari design dove si richiede una versatilità maggiore del materiale di cui è composto il diffusore, si usano materiali plastici o resine. Molte aziende hanno fatto di quest’utilizzo una costante nella loro produzione.

I portalampade dei lampadari sono di diversi tipi. Gli attacchi più comuni sono: e27, e14, g9, gu10, R7s e g4. I materiali usati per produrre i portalampade sono principalmente bachelite ceramica, steatite, plastica e metallo. Il metallo viene usato per i contatti elettrici e deve essere anticorrosivo. Ogni portalampade viene prodotto considerando la resistenza al calore prodotto della lampadina che deve contenere. La plastica termoresistente viene usata per portalampade che devono sopportare temperature basse (es. lampadine mentre per temperature superiori (es. lampadine da 100W)si usano quelli in bachelite. Per lampadine con temperatura di funzionamento molto alta sono utilizzati portalampade in ceramica o steatite.

Una volta che si hanno a disposizione tutti i componenti elencati  si può passare all’assemblaggio del lampadario. Qui sta alla bravura dell’artigiano abbinare le finiture e decorazioni che più possono piacere al mercato.